L'ex ministro Lunardi risponde all'articolo di Festa
"Strade, cantieri e valichi grazie alla Politica"
Caro direttore, ho letto l’articolo di Lodovico Festa pubblicato venerdì sul Foglio dal titolo “Consigli a Matteoli per la gestione di un ministero che porti a rislutati tecnici”. In una parte dell’articolo Festa precisa: “Matteoli deve bene interrogarsi sui limiti del suo predecessore Pietro Lunardi, che pure è stato un ottimo tecnico ed un ministro attivissimo. Il limite fondamentale è stata la politica e in questo senso perfino Di Pietro è stato più bravo di lui.

Caro direttore, ho letto l’articolo di Lodovico Festa pubblicato venerdì sul Foglio dal titolo “Consigli a Matteoli per la gestione di un ministero che porti a rislutati tecnici”. In una parte dell’articolo Festa precisa: “Matteoli deve bene interrogarsi sui limiti del suo predecessore Pietro Lunardi, che pure è stato un ottimo tecnico ed un ministro attivissimo. Il limite fondamentale è stata la politica e in questo senso perfino Di Pietro è stato più bravo di lui. La politica di infrastrutturazione dell’Italia richiede tanta politica, innanzi tutto nel rapporto con le regioni e gli enti locali”. Non voglio assolutamente aprire una gara sulla validità dell’operato di colleghi come il ministro Matteoli e il ministro Di Pietro, voglio però ricordare a Festa che la serie di risultati raggiunti durante la Legislatura 2001-2006 nel comparto delle infrastrutture e dei trasporti ha solo un comune denominatore: la forte e misurabile incisività proprio della politica; sì, della politica con la “p” maiuscola, cioè di quella che persegue non risultati personali, non risultati per uno schieramento partitico, ma risultati per la crescita del paese. D’altra parte:
1.Come avremmo potuto completare l’autostrada Palermo-Messina; un sogno dei siciliani dal 1956.
2.Come avremmo potuto aprire i cantieri per realizzare il Mo.SE a Venezia, per evitare cioè che nell’arco di soli dieci anni Venezia, questo patrimonio dell’umanità, scomparisse e come saremmo riusciti a cantierare un progetto fermo da oltre 37 anni.
3.Come avremmo potuto far approvare dal Cipe il progetto del valico ferroviario Frejus, sottoscrivendo l’accordo con la Francia ed avviare i lavori dei cunucoli di ispezione.
4.Come avremmo potuto far approvare dal Cipe il progetto del valico ferroviario del Brennero, e sottoscrivere l’accordo con l’Austria e far partire la gara per la realizzazione del tunnell pilota.
5.Come avremmo potuto aprire i cantieri sulla variante di valico autostradale lungo l’asse Firenze-Bologna; come saremmo riusciti a dare attuazione ad un progetto fermo dal 1982.
6.Come avremmo potuto far approvare il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, fare la gara e scegliere il general contractor; per avviare un’opera voluta da tutti i governi del passato, ma rimasta ferma da oltre cinquant’anni.
7.Come avremmo potuto approvare, supportare finanziariamente e cantierare le opere dell’asse autostradale Salerno-Reggio Calabria per oltre 3,8 miliardi di euro.
8.Come avremmo potuto redigere e fare approvare dal Cipe i progetti delle infrastrutture strategiche per un importo di oltre novanta miliardi di euro avendo a disposizione del 2001 appena il dieci per cento dei progetti.
9.Come avremmo potuto far ripartire, cantierando in soli tre anni, i lavori del progetto Quadrilatero Umbria Marche, di un progetto che interessa due regioni amministrate da schieramenti politici diversi da quelli del governo.
10.Come avremmo potuto rilanciare la nostra portualità all’interno del bacino del Mediterraneo.
11.Come avremmo potuto trasformare uno slogan interessante “le autostrade del mare” in un progetto concreto.
12.Come avremmo potuto appaltare e, in diversi casi, cantierare le opere relative alle reti metropolitane di città come Milano, Brescia, Padova, Verona, Parma, Bologna, Rimini, Roma, Napoli, Palermo, Catania. Come saremmo riusciti a garantire risorse pari a 15,3 miliardi di euro e cantierare, entro il 2005, il 50 per cento di tale volano. Come saremmo riusciti ad avviare la realizzazione di 170 chilometri di nuove reti metropolitane raddoppiando in tale modo le reti esistenti.
13.Come avremmo potuto, in soli cinque anni, ridurre di almeno il venti per cento all’anno i morti sulle nostre strade (1.500 morti in meno all’anno) e ridurre di oltre il 22 per cento la incidentalità sulle strade e, finalmente, inculcare una nuova coscienza sulla sicurezza stradale eliminando quella gratuita rassegnazione delle istituzioni che fino al 2001 avevano assistito a tale assurda tragedia senza fare nulla.
14.Come avremmo potuto costruire un nuovo rapporto tra ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ministero dei Beni culturali garantendo una quota delle risorse, destinate agli investimenti per infrastrutturare il paese, per la salvaguardia e per il rilancio delle ricchezze ambientali e culturali presenti nel territorio; in realtà trasformando ogni intervento infrastrutturale in opportunità per rendere fruibili i beni culturali presenti nel paese.
15.Come avremmo potuto affidare e cantierare opere per oltre 58 miliardi di euro in soli tre anni (nella legislatura precedente quella di Prodi, Amato e D’Alema erano stati cantierati interventi per soli sette miliardi di euro).
16.Come avremmo potuto costruire, alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione, un rapporto nuovo con tutte le Regioni attraverso lo strumento della Intesa generale quadro.
17.Come avremmo potuto essere attori essenziali, all’interno dell’Unione europea e redigere un master plan delle infrastrutture e dei trasporti dell’Europa a 27 stati, ottenendo dall’Unione il riconoscimento di quattro corridoi chiave per il nostro paese, il corridoio Lisbona-Kiev, Rottordem-Genova, Berlino-Palermo e Bari-Varna.
18.Come avremmo potuto dare risposta organica ad una delle emergenze più drammatiche del Mezzogiorno: l’approvigionamento idrico.
Mi chiedo e Le chiedo, come avremmo potuto fare, caro Direttore, in soli cinque anni tutto questo senza il convincimento, senza l’aiuto di una sana e trasparente azione politica.
Pietro Lunardi